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TRAPPOLE A FEROMONI: uso e impiego
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· Impiegare per ogni specie solo il tipo di trappola consigliato.

· Installare un numero di trappole adeguato alle superfici da controllare (almeno una trappola per ettaro con un minimo di due per superfici inferiori nel caso delle specie chiave; una o due trappole per appezzamento per le specie di minore importanza). La distanza tra due trappole destinate alla stessa specie non deve essere inferiore a trenta metri; trappole per specie diverse possono essere più ravvicinate ma comunque ad almeno dieci metri l'una dall'altra.

· Le trappole possono essere appese alle piante, generalmente ad altezza d'uomo ed esternamente alla chioma in modo che non siano eccessivamente infrascate. Per alcune specie si ottengono migliori risultati adottando particolari criteri. Le trappole per Zeuzera pyrina in meleti o pereti devono essere installate sopra la vegetazione utilizzando eventualmente anche aste o altri accorgimenti. Le trappole per Bactrocera oleae e Ceratitis capitata devono essere rivolte a sud e, in particolare se cromotropiche, ben esposte al sole. Le trappole destinate alle specie forestali devono essere installate in posizioni sufficientemente aperte e mai nel fitto del bosco. Ricordare che l'azione delle trappole riguarda essenzialmente l'area che viene a trovarsi sottovento rispetto alle trappole stesse.

· Rispettare i termini consigliati per la sostituzione degli erogatori di feromone. Se si impiegano gli erogatori speciali a lunga durata, questi non devono essere sostituiti ma le loro prestazioni non sono sempre uguali a quelle degli erogatori standard. In particolare il loro rilascio di feromone, pur essendo più costante, è inferiore e di conseguenza esercitano il richiamo su un’area più ridotta. Questo in particolari situazioni può portare a catture anche notevolmente inferiori a quelle ottenibili con gli erogatori standard.

· Controllare con particolare attenzione le condizioni dei fondi collati e sostituirli quando la loro appiccicosità appare ridotta (ai fini della cattura degli insetti l'efficacia dell' adesivo è importante almeno quanto l'attrattività del feromone).

· Tenere presente che, nonostante la selettività dei feromoni sia generalmente elevata, possono verificarsi anche catture di individui appartenenti a specie diverse. Questo può accadere con particolare frequenza in alcune zone ed in determinati periodi . Se sussistono dubbi sull'identificazione degli insetti catturati sottoporli ad un esperto.

· Per i valori (numero di catture settimanali) delle cosiddette soglie di intervento e per i tempi che devono intercorrere da quando vengono raggiunte a quando si deve intervenire con il trattamento insetticida, affidarsi a quanto consigliato dai Servizi tecnici di zona salvo si possieda una specifica esperienza basata su ripetute osservazioni.

· La mancanza di catture con trappole efficienti indica con buona sicurezza l'assenza della specie in osservazione; tuttavia prima di omettere completamente i trattamenti insetticidi occorre valutare i rischi ricordando che i trattamenti destinati alle specie principali controllano spesso anche altre specie secondarie la cui dannosità viene talvolta sottovalutata.

· Per alcune specie polifaghe, che possono evolversi anche sulla vegetazione spontanea, catture anche numerose non significano sempre che vi sia effettivo rischio di infestazione. In questi casi prima di decidere dei trattamenti accertarsi con altri sistemi di rilevamento (ovodeposizioni, primi segni di attacco) che la specie sia realmente presente sulla coltura che interessa.

· L'uso delle trappole a scopo di cattura massiva deve essere limitato ai casi consigliati. Occorre tener presente che i risultati non possono essere paragonati a quelli di un trattamento insetticida in quanto la cattura dei maschi può esercitare solo un'azione frenante sullo sviluppo delle popolazioni la cui entità può essere valutata solo a distanza di tempo sulle successive generazioni.